Capire la dermatite estiva — il meccanismo dietro il prurito
Un'ipersensibilità alla saliva dei Culicoides, non un difetto estetico. Cosa c'è dietro il quadro clinico e quali leve conosce la gestione.
Equiterna Redaktion
Veterinaria · Medicina sportiva
La dermatite estiva non è una semplice irritazione cutanea, ma una malattia allergica. Il fattore scatenante è la saliva di piccoli moscerini pungitori del genere Culicoides (pappataci): nei cavalli predisposti il sistema immunitario vi reagisce con un'ipersensibilità di tipo immediato (ipersensibilità di tipo I), spesso accompagnata da una componente ritardata.
Il risultato è un prurito tormentoso, soprattutto alla cresta del collo, alla base della coda e alla linea ventrale. Sfregandosi si formano squame, zone glabre e aree cutanee ispessite. Il meccanismo spiega anche la stagionalità: con il periodo di volo dei pappataci dalla primavera all'autunno il quadro dei sintomi sale e scende.
Perché gli islandesi sono particolarmente colpiti
Notevole è la concentrazione nei cavalli importati dall'Islanda. Il motivo è il cosiddetto effetto importazione: in Islanda i pappataci Culicoides praticamente non sono presenti. I cavalli nati sull'isola crescono quindi senza precoce contatto con l'allergene. Se vengono esportati da adulti sul continente ed esposti li per la prima volta ai pappataci, una quota considerevole sviluppa una dermatite estiva.
Notevole: gli islandesi nati in Europa non si ammalano più spesso di altre razze. Si tratta quindi meno di una pura predisposizione di razza che dell'interazione tra predisposizione genetica e mancato imprinting allergenico nella prima infanzia. Questo rende importante la distinzione, prima di parlare di un problema di razza.
“Non è il cavallo a essere allevato male. Da adulto incontra per la prima volta un allergene che in patria non aveva mai conosciuto.”
Gestione significa protezione dall'esposizione
Il principio portante non è la guarigione, ma la riduzione del contatto con i pappataci. Coperte antieczema a maglia fitta con protezione di ventre e collo formano una barriera fisica. I pappataci sono più attivi al crepuscolo, motivo per cui i tempi di pascolo vengono spostati a metà giornata e si prediligono paddock esposti al vento e lontani dai biotopi umidi. Una cura della pelle delicata e costante mantiene stabile la superficie cutanea irritata.
Sul piano alimentare si ragiona in modo affiancante sulla barriera cutanea. Gli acidi grassi omega-3 a catena lunga (ad esempio dall'olio di alghe) e il loro precursore vegetale dai semi di lino vengono studiati in relazione all'infiammazione cutanea e alla funzione di barriera; lo zinco è cofattore di numerosi enzimi della rigenerazione cutanea. Questi sono mattoni nutrizionali della salute cutanea — non un trattamento dell'allergia.
Inquadramento: una malattia cutanea allergica esistente o sospetta spetta all'accertamento veterinario. Coperte, gestione del pascolo e mattoni della razione affiancano un concetto seguito dal veterinario, non lo sostituiscono. Qui non esistono promesse di guarigione.
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Nota sull'uso
Questi contenuti hanno scopo informativo ed educativo. Non sostituiscono la diagnosi o il trattamento veterinario. In caso di segni di malattia, consulta un veterinario.
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